INQUINAMENTO DELL’ARIA, SPORT E RADICALI LIBERI

0

QUALI PATOLOGIE CAUSA?

 L’esposizione agli agenti inquinanti può provocare nel genere umano delle manifestazioni acute che sono, in ordine di gravità:

  • irritazione oculare, nasale e delle prime vie aeree;
  • infezioni del tratto respiratorio superiore;
  • tosse, catarro e sibili respiratori, anche nei soggetti sani;
  • riduzione della funzione polmonare;
  • attacchi acuti in pazienti con malattie respiratorie croniche;
  • infezioni del tratto respiratorio inferiore;
  • aumento della frequenza e della gravità di attacchi asmatici;
  • aumento della mortalità.

Oltre alle manifestazioni acute suddette, l’inquinamento ambientale è responsabile dell’aumento dell’incidenza e della mortalità delle patologie respiratorie più comuni quali l’asma bronchiale, le broncopneumopatie croniche e i tumori dell’apparato respiratorio.L’asma bronchiale è una patologia in continua crescita, soprattutto nelle aree urbane e industriali, tanto da suggerire un rapporto diretto degli agenti inquinanti nella genesi dell’asma. Sicuramente gli inquinanti aumentano la sensibilizzazione verso allergeni già presenti nell’ambiente, in modo diretto sulle vie respiratorie, alterando la permeabilità dell’epitelio, la motilità delle cellule ciliate, favorendo la liberazione di mediatori dell’infiammazione e aumentando la concentrazione dell’allergene in grado di legarsi al particolato sospeso.

Inoltre gli inquinanti ambientali sono in grado di interferire con la risposta immunitaria e in particolare con i linfociti T helper, aumentando la risposta dei linfociti Th2 e riducendo quella dei Th1. Questa alterata risposta favorisce l’insorgenza dell’iperreattività bronchiale che è alla base non solo dell’asma, ma anche della rinite allergica, della broncopneumopatia cronica ostruttiva, dell’enfisema polmonare e della fibrosi cistica. Le broncopneumopatie croniche abbracciano un’ampia gamma delle malattie umane: la bronchite cronica, l’asma, la broncopneumopatia cronica ostruttiva,  le pneumoconiosi, le infezioni respiratorie croniche, l’enfisema polmonare e il cuore polmonare cronico e sono tutte favorite dall’inalazione di aria inquinata.Si registra così un aumento di patologie respiratorie: nelle aree urbane e nei siti industriali da inquinamento atmosferico ambientale; negli edifici commerciali, nelle abitazioni rurali e urbane da inquinamento indoor; nei luoghi di lavoro da esposizioni occupazionali.

L’esposizione prolungata  alle polveri di silice e carbone provoca nei lavoratori la silicosi, le fibre di asbesto provocano l’asbestosi, la polvere di cotone provoca la bissinosi, la polvere di cereali  causa la “malattia del polmone nero” negli agricoltori. Le neoplasie dell’apparato respiratorio (trachea e polmoni) determinano il 20% circa dei decessi per tumore e sono in continuo aumento. Oltre alle note forme tumorali causate nei lavo-ratori esposti all’asbesto, all’uranio, al nichel, al cromo e all’arsenico, numerosi studi hanno evidenziato un’associazione tra inquinamento dell’aria e incidenza del cancro polmonare. Le sostanze cancerogene individuate sono gli idrocarburi alifatici e aromatici  che costituiscono la maggior parte dei particolati organici provenienti dalla combustione di petrolio, benzina e diesel (il cancerogeno più potente è il benzopirene).

Anche il fumo di tabacco è causa di aumento dell’incidenza del cancro polmonare: a rischio non è solo il fumatore, ma anche i non fumatori esposti al fumo di tabacco ambientale, costituito dal fumo principale (quello espirato dal fumatore) e dal fumo secondario (quello della combustione del tabacco) che, di solito, contiene maggiori livelli di sostanze cancerogene.Altre manifestazioni morbose sono associate all’inquinamento dell’aria: basti pensare allo sviluppo di ischemia del miocardio e all’aumento di malattie cardiovascolari su base arterioscle-rotica nei lavoratori esposti al monossido di carbonio (CO), particolare attenzione stanno ricevendo alcune disfunzioni del sistema endocrino-riproduttivo, le malattie allergiche del sistema respiratorio (asma, rinite allergica, febbre da fieno), della pelle (eczemi), dell’apparato digestivo ed altre ancora.

 

I RADICALI LIBERI

Nel nostro organismo si producono continuamente molecole (radicali liberi) caratterizzate da spiccata reattività e tendenti a reagire con le varie strutture del corpo modificandone la funzionalità e nello stesso tempo causando gravi patologie, tra cui i tumori e l’aterosclerosi (infarti del miocardio ed ictus cerebrali. Una delle principali cause di produzione di tali molecole è proprio l’ossigeno insieme ad altri fattori che ne determinano l’accrescimento delle sue potenzialità deleterie (inquinamento, radiazioni ionizzanti, tabagismo, alcool, alimentazione ricca in grassi, ecc.). Nei praticanti attività sportiva, essendo elevato il consumo di ossigeno, si avrà una produzione maggiore di radicali liberi che può ulteriormente favorire l’instaurarsi di patologie tra cui quelle muscolari, tendinee e articolari, già di per sé frequenti negli atleti.

Per fortuna il nostro organismo si difende dall’attacco dei radicali producendo delle sostante atte ad inattivarli: gli “antiossidanti endogeni” tra cui la superossido-dismutasi e la glutation-perossidasi, enzimi ricchi in oligoelementi come rame, selenio, manganese e zinco (l’organismo degli atleti produce maggiori quantitativi di antiossidanti rispetto ai sedentari).  A tutto ciò va aggiunto che esistono sostanze “antiossidanti esogene” che derivano dagli alimenti e sono contenute soprattutto nella frutta fresca e nella verdura ed inoltre la vitamina E, la vitamina C ed il betacarotene.

 

Angelo

Comments are closed.