Totti saluta, si ritira l’ultima bandiera

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In questo mese celebreremo uno dei grandi calciatori italiani forse più importanti e popolari del nostro calcio che ha deciso di chiudere e di dire basta alla sua carriera di calciatore: Francesco Totti. Un personaggio del calcio e dello sport osannato e amato da tutti. Se stilassimo una classifica dei personaggi più influenti e popolari, senza alcun dubbio avremmo al primo posto il Papa, al secondo il presidente degli Stati Uniti e in terza posizione sicuramente Francesco Totti. Per dire queste cose non abbiamo fatto nessun sondaggio, né chiesto in giro. Francesco si trova di diritto fra i tre personaggi più popolari di questo mondo.

Ecco la verità! La scorsa settimana Totti ha salutato tutti i suoi amati tifosi in una struggente e appassionata domenica di calcio, l’ultima di una lunga serie, andata in scena all’Olimpico di Roma contro il già salvo Genoa. Momenti di passione forti per tutti quelli che prendono sul serio gli eventi, anche se fuori non c’è assolutamente da scherzare, tra chi non ce la fa ad arrivare a fine mese e chi è ancora senza lavoro, tuttavia la lettera che Totti ha scritto ed ha letto ai propri tifosi allo stadio dopo la partita, ha fatto emozionare milioni di italiani che erano allo stadio o davanti alla tv. Qualche lacrima è scesa dagli occhi, non abbiate paura a dirlo.

Un discorso fatto da parole rotte dall’emozione e anche dalla sofferenza di lasciarsi dietro le spalle,per colpa dell’età, tutto. Verbi e parole, il cui unico significato era quello di lasciare; lasciare quel luogo e quella realtà, lo stadio e il calcio professionistico, che lo aveva fatto crescere fin da bambino. Abbiamo sentito tutti quel forte senso di tristezza che solo i grandi addii sanno dare. Totti lascia così la As Roma nell’ultima partita giocata all’Olimpico il 28 maggio 2017. Non si sa cosa farà da grande, si diceva su tutti i giornali il giorno dopo. Se avrà intenzione di rimanere con la Roma, un posto da team manager non glielo toglierà nessuno, se invece volesse giocare ancora c’è chi ha detto che potrebbe “emigrare” verso la rotta dell’oriente, sponda cinese, come se fosse un moderno Marco Polo, oppure fare un viaggio più breve in paesi caldi a due ore di volo da Roma, destinazione Dubai.

Comunque il calciatore Totti creerà un vuoto al di là di tutto, perché non si può sostituire un atleta, al giorno d’oggi, che ha giocato più di 25 primavere con la stessa squadra e per giunta con la stessa maglia addosso. Questa è la più importante considerazione da fare. Dopo parleremo di gesta sportive e di quale è stato il suo gol più bello. Oggi il calcio è fatto di continui stravolgimenti a livello di mercato e le rose nelle squadre non sono mai le stesse perché cambiano di anno in anno. Giri di milioni e trasferimenti da record e le bandiere in mano ai tifosi a farle sventolare per un gol appena fatto. Ecco, Totti, al di là di odi e amori delle tifoserie, è stata un’autentica bandiera del calcio italiano, che ha saputo creare su di se un’aura di leggenda e soprattutto di lealtà sportiva verso i propri tifosi e cittadini, che non ha eguali.

Ora è facile lasciarsi andare, parlare a raffica ed esprimere solo belle parole verso questo grande campione e sportivo del nostro calcio, perché oggi su internet, sulla stampa nazionale Totti è il nome più scritto e più cliccato, tuttavia non si può non celebrarlo con un articolo sul nostro magazine. Pertanto adesso dovremmo tutti fare uno sforzo e pensare ognuno di noi a quel gesto o azione per cui lo potremmo ricordare. Noi faremo la nostra parte e pertanto tra le azioni, i gol del fuoriclasse che sceglieremo, ce ne sono due di estrema bellezza e di sintesi, tutti e due calci di rigore molto importanti per la nostra nazionale. Il primo, il rigore all’Australia durante il quarto di finale dei mondiali del 2006 che qualificava l’Italia al turno successivo insieme al primissimo piano degli occhi di Francesco che si apprestava a tirare. Il secondo, un altro rigore calciato e segnato nella porta dell’Olanda durante gli Europei del 2000 in cui il campione venne inquadrato dalle tv internazionali che dal centrocampo si incamminava con la sua tipica camminata lenta e dinoccolata verso il dischetto del rigore. Si incurvava sul pallone per prenderlo e girarlo fra le sue mani e tutti poi videro il labiale scandire in puro romanesco: “mo je faccio er cucchiaio”. Dai un mito, anche perché quel gol lo segnò e la nazionale andò avanti con un gesto semplice, ma financhè di estrema arroganza e sicurezza che solo un capitano poteva esercitare di lì a poco. Ora, dopo queste considerazioni dobbiamo fare tutti un altro sforzo, forse quello più importante. Per una volta dimenticarsi di essere tifosi e diventare sportivi. Solo così, al di là di tutto, possiamo capire e ringraziare uno dei più grandi calciatori italiani. Ciao Francesco, ci mancherai e speriamo di rivederci presto su altri campi di gioco…….

 

Angelo

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