Tiro a Segno, un vortice di emozioni

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La soddisfazione sportiva di Mauro e Ilenia alle Olimpiadi

 

Passeggiando tra la natura non è insolito imbattersi nei più svariati fiori: ortensie, orchidee e tulipani si mostrano lungo il nostro cammino in un vortice di colori e profumi; non di rado, però, può capitare che, tra gli arbusti, magari nascosti, si veda spuntare uno, due fiori che si distinguono in questa moltitudine di sensi. Così, muovendosi nella realtà sportiva di Tivoli, da sempre culla d’eccellenze nelle più svariate discipline, è difficile rimanere immuni nel conoscere Mauro Badaracchi e Ilenia Marconi, tesserati per la sezione locale del Tiro a Segno Nazionale.

Entrambi entrati in questo mondo giovanissimi, sono la testimonianza come l’impegno, la passione per la disciplina praticata rendano possibile qualsiasi cosa, anche partecipare alle Olimpiadi. «Una volta raggiunta l’età minima per sparare, il giorno del mio compleanno, sono entrato al poligono. Dopo quattro anni d’allenamento, le prime gare di categoria e i primi piazzamenti a livello nazionale, nel 2002 sono entrato nella selezione italiana», racconta Mauro.

Dal 2002 tanti i successi collezionati: primi posti in coppa del mondo, vittorie nei campionati europei, sia individuali sia a squadra hanno caratterizzato la sua lunga carriera, senza dimenticare la sua più bella esperienza, le Olimpiadi di Pechino 2008. Nel 2008, mentre Mauro era impegnato nella competizione nella Terra del Sol Levante, a Tivoli Ilenia sparava i primi colpi, pronta a seguire le orme del suo collega: «Ho cominciato spinta da mio padre, avevo 14 anni.

Dopo i primi anni vissuti ad allenarmi e le prime vittorie ho iniziato ad entrare nel giro della Nazionale, arrivando anche a vincere l’oro italiano nella categoria Senior. Negli ultimi anni ho avuto l’onore di partecipare alle competizioni internazionali». Partecipare a gare indossando la maglia con il tricolore, competere con i migliori della propria disciplina porta con sé un’enorme responsabilità ma anche emozioni forti che accompagneranno per sempre i fortunati che hanno vissuto quest’opportunità; qual è il ricordo più bello dei nostri ragazzi?Per Mauro è sicuramente la competizione olimpica: «Indossare la divisa della nazionale, partecipare ad un’Olimpiade credo sia il sogno di tutti gli sportivi. Più della gara in sé, ricordo l’atmosfera del villaggio olimpico. Per un ragazzo di 24 anni è stata un’esperienza unica.

La gara più sentita? Una finale mondiale in cui arrivai secondo. Una gara particolare in cui riuscii a recuperare lo svantaggio iniziale, cedendo solo all’ultimo colpo». Per Ilenia la sua prima gara internazionale: «Si teneva in Germania, dove il Tiro a Segno ha una tradizione importante. Riuscita ad arrivare in finale mi ricordo la sensazione di essere circondata da ottime tiratrici; aver raggiunto quei livelli era per me già una vittoria, l’emozione di aver conquistato già un traguardo importante mi ha spinto poi a tirare senza pressioni e a vincere la finale». Vincere l’emozione che una finale mondiale si porta con sé per un ragazzo non è mai semplice: occorre isolarsi da tutto ciò che ci circonda, concentrandosi sul singolo colpo e tutto ciò che lo accompagna. Per Mauro fondamentale con il tempo è diventata la respirazione: «Soprattutto all’inizio ero un tiratore molto istintivo: lasciavo poco spazio ai pensieri. In gare importanti quando ti trovi sulla linea di tiro anche con 150 battiti però diventa difficile concentrarsi su un bersaglio di 1 centimetro.

La respirazione in questo aiuta molto». Respirare aiuta anche Ilenia a trovare il giusto ritmo, il proprio equilibrio mentale: «Sulla linea di tiro ho imparato a rispettare i miei tempi: so che con l’agitazione tendo a stravolgere il mio ritmo, presa dalla voglia di ottenere tanto, fare tutto nel modo migliore con il rischio di “uscire dai binari”. La respirazione mi mantiene concentrata e scandisce i miei tempi». Una realtà importante quella del Tiro a Segno tiburtino, di cui Ilenia e Mauro sono  gli ultimi esempi; una lunga eredità sportiva che ha portato il nome di Tivoli in giro per il mondo e ha permesso a persone come tutti di provare esperienze irripetibili; molti ragazzi stanno approcciando a questa realtà, speriamo riescano a seguire le orme di Mauro e Ilenia a cui va il nostro tifo e augurio per un futuro ancora pieno di queste emozioni.

Angelo

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