Tiro a segno, tre tiratori tiburtini portati alle selezioni nazionali

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Un’altra grande soddisfazione per la sezione tiburtina del Tiro A Segno Nazionale: dopo gli ottimi risultati conseguiti nel 17° Trofeo Michelangelo Giumetti di Macerata, per Formichella Carmine, Lamboglia Gabriele e Barbaro Elisa è arrivata la convocazione per il raduno di valutazione della Nazionale Italiana Juniores. Portare ben tre tiratori alle selezioni nazionali è motivo di forte orgoglio per la Sezione di Tivoli che ancora una volta si dimostra vivaio di ottimi tiratori; per Lamboglia e Formichella il sogno di vestire la divisa della Nazionale è ad un passo: Gabriele il 14 Ottobre sarà a Bologna per la Finale ESC Youth League, importnte competizione internazionale a cui ha sfiorato la convocazione anche Formichella per la Carabina.

Visibilmente emozionati, i due ragazzi trovano qualche difficoltà nel descrivere cosa si prova al sapere di essere nel giro delle selezioni nazionali.

«È un’esperienza magica. Non solo un punto di arrivo, ma di partenza: ti fa capire che il lavoro svolto fino ad oggi funziona, ma che devi continuare su questa strada» esordisce Formichella, «sono l’impegno e i sacrifici che vengono ripagati» continua Lamboglia che sottolinea «è un pò come un check point, raggiunto un obiettivo sei soddisfatto ma consapevole che da li inizia un nuovo percorso, più arduo ma che ti potrà dare soddisfazioni ancora maggiori».Viene quasi spontaneo chiedersi se, quando erano alle prime armi, ai primi colpi, avessero già in mente di rappresentare un giorno l’Italia del Tiro a Segno.

«Quando ho sparato il mio primo colpo qui al poligono, sognavo tante cose, con il tempo ho capito che molte potevo realizzarle, altre no. il sogno ovviamente ora è di entrare in Nazionale, uscire dall’Italia per una gara per me sarebbe già una grande vittoria».

Gabriele Lamboglia: «Quando mio padre mi ha regalato per Natale una prova al poligono io, appassionato di armi, ho accolto questa cosa quasi fosse un gioco. Con il passare del tempo, con l’impegno ho capito di poter ambire ad obiettivi importanti, come entrare in qualche gruppo sportivo e perchè no rppresentare anche l’Italia nel mondo».

Ma rappresentare l’Italia, anche solo essere convocato ad una sua selezione nasconde emozioni ma anche pressioni e ansie:

Carmine Formichella: «Quando ho saputo della convocazione alla valutazione ero ad un altro raduno. Tornato dalle vacanze, nei giorni prima sono venuto qui in poligono tutti i giorni per allenarmi.  Non sono riuscito a dormire, tanto erano forti l’ansia e l’emozione di essere li; il giorno della selezione mi sono svegliato due ore prima della sveglia»

«Non si sente tanto la pressione nei giorni antecedenti quanto la notte prima;  non si  riesce a dormire, fortunatamente quando poi sali in pedana passa tutto. Fai lo Sport che ti appassiona, hai l’occasione di misurarti ad alti livelli con altrettanti tiratori capaci, il giorno della gara passa tutto».

Questo forse è l’aspetto più entusiasmante del Tiro a Segno, disciplina ancora poco conosciuta come sottolineato dagli stessi ragazzi: «molti nostri coetanei decidono di provare giochi come il PaintBall o il SoftAir, che seppur attività molto divertenti rimangono dei giochi. Il bello di questo Sport è che ti insegna a sparare: tutti possono prendere un’arma e sparare pochi sono quelli che sono in “capaci” a farlo. La differenza è tutta li, scegliere se praticare il Tiro a Segno come gioco o come disciplina».

Angelo

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