Quella passione per il Tiro a Segno

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I ragazzi confessano le emozioni. C’è la voglia di misurare la propria capacità

 Gabriele, Elisa, Sara e Giulia sono alcuni dei numerosi ragazzi che si stanno avvicinando al mondo del Tiro a Segno, ottenendo ottimi risultati. Timidi e forse un po’ impacciati nel rispondere alle domande quanto impassibili e sicuri sulla pedana, le giovani promesse della sezione Tiro a Segno Nazionale di Tivoli si sono aperti alle nostre domande, proprio alla vigilia dei campionati italiani. Tutti qualificati con ottimi risultati hanno raccontato cosa significhi per loro salire sulla linea di tiro, rimanere soli con la loro arma, concentrandosi solo sul bersaglio senza dare spazio alle emozioni. Gabriele, esordiente in una gara di livello nazionale, rivela: «È un’esperienza per me nuova. Una competizione in cui tutti daranno il meglio di sé, senza regalare nulla agli avversari. In queste gare ogni errore può trasformarsi in un vantaggio decisivo per gli avversari. Le sensazioni sono comunque positive, metterò in pedana il massimo dell’impegno».

Ma cosa rende così speciale questa disciplina per i giovani tiburtini? Cosa li spinge a chiudersi anche in queste splendide giornate estive nel poligono per allenarsi? Sicuramente il tenere un’arma in mano come rivela Giulia oppure avere l’opportunità di confrontarsi con gli altri tiratori sono tra i motivi che più invogliano i ragazzi a cominciare ma, con il passare del tempo, confessano Elisa e Sara che si imparano ad apprezzare altri aspetti di questo sport: «Essere solo con le tue sensazioni sulla linea di tiro, riscoprire le emozioni che ti assalgono mentre prepari il gesto prima del colpo, rimanere concentrato e sfidare costantemente i tuoi limiti, sono gli aspetti che più di altri ci spingono ad allenarci ogni giorno». Uno sport che forgia il carattere, dunque, e che ha permesso ai nostri giovani tiratori di scoprire lati del loro carattere inaspettati, come racconta lo stesso Gabriele: «Il Tiro a Segno mi ha portato ad essere più ordinato, non solo al poligono ma anche a casa, nella vita di tutti i giorni. In questo sport ognuno ha una serie di passaggi da rispettare affinché il colpo vada a buon fine, occorre tenere sempre un ordine mentale», oppure come nel caso di Giulia: «Essere sulla linea di tiro, porre tutta l’attenzione sui movimenti prima del colpo, sul bersaglio, mi ha portato ad essere più concentrata anche una volta scesa dalla pedana».

Dopo la nostra chiacchierata ci siamo soffermati ad osservarli allenare; tra di loro sappiamo che c’è chi punta ad entrare un giorno nel gruppo sportivo delle Fiamme Oro e chi semplicemente pensa a vivere il presente, divertendosi e concentrandosi più sul gesto tecnico che guardare al risultato; un aspetto ad accumularli tutti lo abbiamo trovato: la grande umiltà con cui approcciano agli allenamenti, la dedizione con cui affrontano ogni esercizio, lo sguardo sicuro e impassibile prima di ogni tiro. I campionati italiani sono alle porte, siamo sicuri che i nostri giovani atleti sapranno essere all’altezza della lunga tradizione tiburtina; a loro il nostro più grande buona fortuna e la consapevolezza che chi dà il massimo per perseguire i suoi obiettivi, nonostante il risultato del “campo”, non esce mai sconfitto.

Angelo

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