Pallanuoto, il valore aggiunto nel gioco di squadra

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Il fascino della pallanuoto conquista. Ha iniziato ad allenare giovanissimo Igor: a causa di un calo fisico dovuto ad alcuni infortuni il passaggio dalla vasca alla panchina è stato molto presto. Ha scoperto così che allenare permette non solo di avere nuovi stimoli ma ti dà una carica ancora più grande nel migliorarti. Gli stimoli erano così tanti e la voglia di migliorarsi così grande che Igor ha fatto della sua passione il proprio mestiere. Oggi è il responsabile per la pallanuoto della S.S. – Lazio Tivoli. Con lui abbiamo provato ad immergerci in questo sport, affascinante e complicato, per cercare di comprendere le diverse sfaccettature della disciplina sportiva.

Come si approccia alla pallanuoto?

Per poter praticare questo sport per l’atleta è importante saper padroneggiare almeno tre stili: libero, dorso e rana. Questi sono la base per approcciare a questo sport. Padroneggiando questi stili l’età diventa secondaria: tre anni fa abbiamo iniziato questo percorso con ragazzi di circa 15 anni che già frequentavano i corsi di nuoto; oggi continuano la loro crescita con esperienza in tornei in giro per la regione.

Volendo iniziare da piccoli? È possibile?

Abbiamo diverse categorie anche per i più giovani: Under9, Under11. Io ho iniziato giovanissimo a praticare la pallanuoto e posso dire che mi ha lasciato dentro tante cose: le trasferte, la gioia di appartenere ad un gruppo, imparare a sopportare la fatica.

Hai parlato di resistenza alla fatica, caratteristica peculiare di questo sport. Vero?

Vero. L’atleta di pallanuoto è sottoposto a un grande stress, fisico e mentale. In vasca devi saper gestire tutta la parte tecnica, senza tralasciare la parte tattica in un gioco veloce attaccando e difendendo tutti insieme. Non esistono tempi morti, si ha la possibilità di riposarsi solo in panchina. Tanta è la fatica a cui sono sottoposti gli atleti che il regolamento prevede un numero illimitato di cambi, ciò conferisce anche la possibilità a tutti di dare il proprio contributo durante la partita.

Come si preparano gli atleti a resistere alla fatica? C’è anche un lavoro in palestra oltre a quello in vasca?

Con i ragazzi più grandi accompagniamo il lavoro in vasca con un lavoro a corpo libero: piegamenti, addominali e così via. I nostri ragazzi si allenano comunque dalle tre alle cinque volte a settimana lavorando sulla tecnica, la tattica e il regolamento, molto complesso.

Questo regolamento piuttosto complesso rende affascinante la pallanuoto, sei d’accordo?

Il regolamento di questo sport è molto complicato, ciò permette anche di sviluppare nell’atleta l’astuzia necessaria per sfruttare a proprio vantaggio sfumature del regolamento. Per ogni regola della pallanuoto esiste il modo di aggirarla e sfruttarla a proprio favore.

Cosa significa appartenere alla S.S. Lazio, una società che vanta una squadra anche nella massima serie nazionale?

Appartenere ad una società che vanta anche una rosa in serie A è per noi motivo di orgoglio e una grande opportunità per i nostri ragazzi. La Lazio Nuoto vanta molte sedi, ciò le permette di avere un ottimo vivaio in cui crescere i campioni di domani. La società ha puntato molto sul bacino d’utenza tiburtino, nelle nostre vasche potrà esserci un futuro giocatore di serie A, non si può certamente escludere questa probabilità!

Quali progetti sono in cantiere per la Lazio Pallanuoto?

Stiamo provando ad allestire anche una squadra femminile, storico obiettivo per la nostra società: in 116 anni di storia la S.S. Lazio non ha mai avuto una rosa femminile, speriamo che nasca proprio nelle vasche di Tivoli.

Angelo

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