Monterotondo, conosciamo meglio il coach De Cesaris

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La Virtus Monterotondo Basket al giro di boa del campionato viaggia ad un ritmo che fa ben sperare i tifosi; solo il Basket SanCesareo, primo in classifica, è riuscita a far meglio della formazione guidata dal coach Sante De Cesaris.
Il Presidente Fabio Pesciarelli lo ha definito il vero colpo della nuova stagione,un allenatore preparato in grado di valorizzare i giovani cestisti di Monterotondo; noi di “A Tutto Sport” siamo andati a conoscere Sante DeCesaris, neo allenatore della prima squadra e dell’Under20.

Si sono svolte le prime partite, come hanno affrontato i ragazzi le prime uscite dopo una preparazione difficile anche dal punto di vista logistico?
“Diciamo che il calendario non ci è stato favorevole, nelle prime giornate ci spettano partite non semplici, con la nostra squadra ancora in allestimento. RomaNord e SanCesareo, i nostri primi due avversari, sono squadre che la stagione passata hanno giocato i playoff per la serie C, riuscire a tenere testa a formazioni del genere, riuscendo anche a vincere all’esordio, per noi è un ottimo punto di partenza. Il non “conoscersi” ancora, il non avere ancora assunto quegli automatismi che nella pallacanestro sono fondamentali, lo paghi sul campo commettendo degli errori, delle “sciocchezze” che magari tra tre mesi non faresti. Ci vuole tempo, programmazione e pazienza per mettere tutti i ragazzi nella condizione di giocare”.

Ha parlato di tempo, programmazione e pazienza, ci può svelare il metodo con cui DeCesaris affronta gli allenamenti e le partite? Qual è il segreto dell’allenatore per lei?
“È la filosofia del lavoro, il metodo che conosco e che ho sempre portato avanti. Più ore riesci a lavorare, più tempo riesci a stare sul parquet maggiori saranno i risultati che otterrai. I risultati ottenuti fino ad oggi nella mia carriera sono frutto di questo lavoro, non sono un allenatore in grado di fare la differenza senza avere la possibilità di lavorare. Stare sul cmpo, cercando di trasferire ai giocatori, in ogni allenamento, la mentalità del sacrificio, la voglia di alzare sempre di più l’asticella delle proprie prestazioni. Le partite si vincono e si perdono ma sempre come decidiamo noi, non puoi perdere rimanendo “vittima” dell’avversario. Si può perdere ma dando il massimo e mettendo in campo tutto quello che è nelle tue possibilità.”

Siete un cantiere aperto diceva. I suoi obiettivi per la stagione corrente.
“Sarò soddisfatto se vedrò la squadra cresciuta. Se a livello complessivo riuscirò a creare uno spirito di squadra dove tutti si supportano a vicenda avrò raggiunto un mio obiettivo. Questa crescita collettiva poi, porterà alla crescita individuale di ogni singolo atleta, come una reazione a catena: prima la squadra, il gruppo, una volta creato una comunione di intenti tra i giocatori, avremo la crescita individuale di ogni atleta. Se poi volete sapere se le mie squadre lotteranno per il campionato, per non retrocedere o per altri obiettivi, non ve lo posso dire. Con un squadra completamente nuova, con giocatori giovani e nuovi innesti, ho una serie di punti interrogativi che solo il tempo mi permetterà di risolvere”.

Come è stato l’impatto con la società? Cosa si prova nel tornare alle “radici”?
“Sono felicissimo di lavorare con la società per questo progetto. Non c’è nulla di più stimolante del allenare la società della città in cui si è nati. Questo comporta ovviamente responsabilità maggiori ma devo dire, la società si è sempre adoperata per mettermi nelle condizioni migliori per permettermi di lavorare bene. Sono un tipo esigente, ma il presidente Pesciarelli e tutti i dirigenti continuano a dre il massimo per permettere alla pallacanestro di Monterotondo di crescere e a noi tecnici di far bene il nostro lavoro”.

Nel salutarci, vuole mandare un messaggio ai nostri lettori? Si sente di fare qualche promessa ai nostri appassionati?
“Posso fare questa promessa: da parte mia, della squadra e della Società di mettere il massimo dell’impegno, di rendere le partite interessanti e mettere l’anima in campo. Ai miei concittadini, che conosco molto bene, chiedo di seguirci e vedere le partite: lo sport è un bel momento di aggregazione e per i ragazzi vedere il palazzetto pieno sarà ancor di più uno stimolo a dare tutto”.

Angelo

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