L’autodromo nazionale di Monza: corse e velocità

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Le passioni, per come siamo abituati a sentirle, con la forza dei sacrifici e dell’energia dei movimenti,  non hanno neanche il tempo di fissarsi in una sequenza temporale normale. Siamo presi tutti da altre situazioni più forti, in cui il leit motiv è la storia della velocità e dei bolidi della formula uno e in particolare di uno dei circuiti automobilistici internazionali più famosi al mondo: l’autodromo di Monza.

Esso è il terzo autodromo permanente più antico del mondo, dopo quello di Brookland (non più in uso) e quello di Indianapolis. E’ la sede storica del Gran Premio d’Italia. Dal 1950 (con l’eccezione del 1980) è stato ininterrottamente la sede del Gran Premio d’Italia di Formula 1, organizzato dall’Automobile Club di Milano.Fra tutti gli appassionati di questo sport è noto come “il tempio della velocità”. Tra i piloti il plurivincitore è Michael Schumacher con cinque vittorie, seguito da Tazio Nuvolari (una vittoria in coppia con Giuseppe Campari), Alberto Ascari, Juan Manuel Fangio, Stirling Moss, Ronnie Peterson, Alain Prost, Nelson Piquet, Rubens Barrichello, Sebastian Vettel, Lewis Hamilton con tre e Fernando Alonso con due. Ultimi tre iridati: 7 settembre 2014: Lewis Hamilton (Mercedes);  6 settembre 2015: Lewis Hamilton (Mercedes); 4 settembre 2016: Nico Rosberg (Mercedes).

Ogni anno, nella prima decade di settembre si corre il gran premio di Monza e per la città brianzola e il circuito internazionale è una vetrina importante. Certo è che questa “favola”, recentemente, ha rischiato di chiudere bottega in un gioco o più precisamente in una guerra di interessi economici tra nazioni che volevano proporre i “loro” gran premi e chi invece voleva ancora mantenere la tradizione del gran premio d’Italia. E alla fine un accordo c’è stato, tra l’Autodromo di Monza e la regione Lombardia e il presidente della FOM (Formula One Management): Bernie Ecclestone. Monza potrà ospitare per altri anni la gara di formula uno, fino al 2019. Questi gli ultimi fatti. Veniamo ora a quelli di carattere storico e conoscitivo.

La costruzione dell’autodromo fu decisa nel gennaio del 1922 dall’Automobile Club di Milano per commemorare il venticinquesimo anniversario dalla fondazione.
Il tracciato di Monza è estremamente tecnico dove è fondamentale un ottimo setup meccanico e dove l’abilità del pilota in frenata è determinante dal momento che nei 5793m del tracciato brianzolo si contano ben quattro lunghi rettilinei dove le vetture di Formula 1 superano abbondantemente i 340 km/h. Come tutte le piste che hanno fatto la storia dell’automobilismo sportivo, anche quella di Monza ha preteso il suo tributo di morti. Uno dei più importanti, il pilota Ascari, von Trips e Rindt, tra i piloti d’auto hanno perso la vita Arcangeli, Campari, Borzacchini, Czaykowski, Ugo Sivocci.

Il circuito di Monza: descrizione dei nomi e luoghi leggendari – (fonte wikipedia)

  • variante Goodyear (o variante del rettifilo): le monoposto arrivano lanciate lungo il rettilineo dei box, la frenata al cartello dei 150m è violenta: si passa da 350 km/h a soli 70 km/h in due secondi e mezzo, si scalano le marce fino in seconda.
  • variante della Roggia: si arriva a 320 km/h a questa veloce variante sinistra-destra dopo aver percorso in pieno la curva Biassono. Si frena sotto il cavalcavia fino in 2ª marcia, cercando di rimanere più largo possibile sulla destra per non perdere velocità in entrata e consentire un’ottima ripresa verso le due di Lesmo.
  • 1° curva di Lesmo: si arriva in accelerazione dalla variante della Roggia, è una curva a destra da 4ª marcia di media velocità, con uscita cieca. Si cerca di frenare profondo nella curva per mantenere velocità nella parte centrale. Attenzione a non perdere il punto di corda nel centro curva, qui è facile uscire sulla ghiaia in sottosterzo.
  • 2° curva di Lesmo: seconda curva a destra di media velocità. Si frena dopo il cartello dei 50m, si lascia scorrere la monoposto toccando l’apice interno verso i 160 km/h e si cerca la massima ripresa verso il lungo rettilineo che termina alla variante Ascari.  (CURVE DI LESMO)
  • curva del Serraglio: è una lievissima piega a sinistra dal raggio estremamente ampio (oltre 600 metri); la curva è in discesa e corrisponde con l’inizio della seconda zona DRS per il campionato mondiale di Formula 1. Il rettilineo incrocia nella sua parte finale il sottopassaggio della curva Sopraelevata Nord dell’anello di alta velocità.

·           variante Ascari: vi si arriva a quasi 340 km/h, si frena molto tardi cercando di mantenere velocità nella prima svolta secca a sinistra da 4ª marcia. Dopo la frenata si affrontano in rapida successione tre curve speculari sinistra-destra-sinistra che immettono sul rettilineo opposto ai box. In questo tratto le monoposto con un buon setup meccanico possono guadagnare fino a 1s. All’uscita dalla variante in 5ª marcia ci si porta al limite del cordolo esterno che delimita il tracciato e ci si lancia sul rettilineo verso la Parabolica. La velocità di uscita è fondamentale in questo punto per tentare un sorpasso. Il pilota Ascari ebbe l’incidente in curva e questa fu ribattezzata “curva Ascari”.

Angelo

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