Gli atleti del Poligono di Tivoli al raduno con la Nazionale

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È un’usanza ormai radicata in tutte le discipline sportive quella di organizzare periodicamente dei raduni ovvero dei giorni in cui gli atleti di interesse nazionale vengono convocati a spese della federazione in un polo attrezzato per un momento d’incontro e anche di valutazione. A presidiare i raduni sono i migliori allenatori italiani insieme all’equipe di fisioterapisti, psicologi e tecnici che solitamente segue la Nazionale. Tali incontri sono organizzati in modo da permettere ai migliori atleti di allenarsi insieme per conoscersi e far gruppo, ma anche per sfidarsi e trovare nuovi stimoli.

Spesso sono banchi di prova per atleti emergenti i cui allenamenti durante il raduno potrebbero essere decisivi per decretarne la partecipazione o meno ad una competizione internazionale dove saranno chiamati a rappresentare l’Italia. Non solo bisogna essere meritevoli per ricevere l’invito a partecipare ma è anche necessario dimostrare in loco le proprie capacità per vestire la fatidica maglietta azzurra. Al poligono di Tivoli sono arrivati ben tre convocazioni per il raduno di Tiro a Segno svoltosi a Lucca dal 9 al 12 febbraio. A guadagnarsi questa opportunità sono stati Elisa Barbaro, Gabriele Lamboglia e Carmine Formichella.

Fin dal primo giorno i ragazzi sono stati impegnati in allenamenti sugli elementi tecnici e varie attività fisiche. Il secondo giorno sono stati messi alla prova in una competizione interna. L’esito di ognuno è stato commento delle allenatrici, dopo averne appreso i consigli si è svolta la finale. Gli orari dei vari appuntamenti sono stati molto incalzanti, era prevista un’ora di svago dopo pranzo per poi tornare a lavorare sulla tecnica. A seguire c’è stata la consulenza di gruppo con la psicologa sportiva della nazionale e la giornata si è conclusa con esercizi fisici dedicati all’equilibrio del corpo. I raduni nazionali rappresentano anche l’opportunità di testare mezzi e macchinari all’avanguardia per il miglioramento del gesto atletico.

I nostri tiratori ad esempio il terzo giorno hanno testato lo scatt: un sensore che, posto sulla pistola, monitora ogni movimento dell’arma prima di sparare il colpo, uno strumento innovativo per misurare oggettivamente le performance di ogni atleta.Nella mattinata dell’ultimo giorno i ragazzi si sono cimentati nei giochi agonistici per poi far ritorno ognuno alla propria città.

Elisa commenta cosi questa esperienza:“Ero davvero contenta di essere stata convocata perché non tutti ne hanno l’onore ma allo stesso tempo ero agitata perché sapevo di dover dimostrare ciò che so fare. Si è rilevata una bellissima esperienza che mi ha permesso di conoscere altri allenatori e atleti della mia età. È stato divertente e allo stesso tempo molto utile, mi ha fatto notare errori tecnici che commettevo e sperimentare nuovi metodi di allenamento”.

 

 

Angelo

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